Il servizio newborn è l’unico che ha una scadenza vera. Non si può rimandare di un mese e nemmeno di dieci giorni: quel bambino, nel giro di due settimane, è già un altro bambino.
È anche il servizio in cui i genitori arrivano più stanchi. Notti spezzate, casa piena di roba, la sensazione di non avere niente sotto controllo. Per questo il mio lavoro qui è soprattutto togliere pressione: nessun orario da rispettare al minuto, nessuna aspettativa su come dovrebbe andare.
Qui sotto trovi le cose che i genitori mi chiedono prima di prenotare.
Quando farlo: i primi quattordici giorni
La finestra migliore va dal quinto al quattordicesimo giorno di vita.
È un intervallo così stretto per un motivo pratico: in quei giorni i neonati dormono profondamente e mantengono ancora la posizione raccolta che avevano nella pancia. Si lasciano spostare, restano rannicchiati, non si svegliano a ogni movimento. Dopo la seconda settimana cambia tutto: iniziano a stare più svegli, a distendersi, e spesso arrivano le coliche serali.
Questo non vuol dire che dopo non si possa fare. Si fa, semplicemente si fa in un altro modo, e lo spiego più sotto.
Sui gemelli conviene muoversi ancora prima, verso il quinto o settimo giorno.
Come si prenota una cosa che non ha una data
Qui c’è il paradosso: non sai quando nascerà.
Il modo che funziona è prenotare in gravidanza, intorno al settimo mese, tenendo come riferimento la data presunta. Io blocco una settimana, non un giorno. Poi mi scrivi quando è nato (anche un messaggio di due righe dall’ospedale va benissimo) e fissiamo il giorno preciso.
Chi mi contatta a bambino già nato non è fuori tempo, ma le possibilità si riducono parecchio, perché nella pratica restano pochi giorni utili. Se sei ancora incinta e stai leggendo questa pagina, scrivimi adesso e togliti il pensiero.
Dove: a casa tua o in studio
A casa è la scelta che consiglio quasi sempre, soprattutto per i primi figli. Non devi caricare nulla in macchina, hai tutto a portata di mano, e se il bambino ha bisogno di mangiare tre volte non è un problema. Serve una stanza con una finestra grande (la camera da letto va benissimo) e basta.
Le fotografie fatte in casa hanno anche un valore che si capisce dopo: tra vent’anni riconoscerete la vostra camera, il vostro divano, la coperta che avevate allora.
In studio ha senso se cerchi immagini più costruite, con fondali e attrezzatura dedicata, o se in casa non c’è una stanza abbastanza luminosa.
Quanto dura
Da due a tre ore, e non è tempo di scatto: è tempo di pause.
Si mangia, si cambia il pannolino, ci si rimette a dormire, si ricomincia. Chi promette un servizio newborn in quaranta minuti o è fortunatissimo o sta correndo, e i neonati non collaborano con chi corre.
Il mio consiglio è di non mettere niente in agenda dopo. Nessuna visita, nessuna commissione. Se finiamo prima, tanto meglio.
La sicurezza, che è una cosa seria
Su questo vale la pena essere chiari, perché nel newborn ci sono pratiche che sembrano innocue e non lo sono.
Alcune delle pose che vedi in giro (quella con il bambino che sembra reggersi il mento con le mani, per esempio) non si ottengono in un solo scatto. Sono composizioni: c’è sempre un adulto che sostiene la testa, e le immagini vengono unite in post-produzione. Un fotografo che ti dice il contrario, o che ci prova senza assistenza, sta rischiando con tuo figlio.
Le regole che seguo sono semplici. Il bambino non resta mai da solo su una superficie rialzata, nemmeno per un secondo. C’è sempre una mano vicina, mia o vostra. Mani e attrezzatura pulite. La stanza tenuta calda, perché un neonato scoperto si raffredda in fretta. E se il bambino non vuole stare in una posizione, quella posizione salta. Non si insiste mai.
Nessuna fotografia vale il fastidio di un neonato di otto giorni.
Cosa preparare
Poco, e niente di costoso.
Riscalda la stanza prima che io arrivi, più di quanto ti sembri normale. Ventiquattro o venticinque gradi.
Il bambino appena mangiato aiuta moltissimo. Se riesci a far coincidere una poppata con il mio arrivo, siamo a metà dell’opera.
Tessuti in tinta unita: un paio di coperte o teli in toni neutri, panna, sabbia, grigio caldo. Niente fantasie, che rubano la scena a un soggetto di quarantotto centimetri.
Per voi genitori: magliette e maglioni in tinta unita, colori tenui. Verrete fotografati anche voi, quasi sempre solo mani e braccia, ma comunque.
Tenete a portata di mano un cambio in più, salviette e qualcosa da mangiare per voi.
E mettete in conto che a un certo punto farà la pipì su qualcosa. Succede in un servizio su due. Non è un problema, ridiamoci sopra e andiamo avanti.
Fratelli, genitori, nonni
I fratelli maggiori li fotografo all’inizio, sempre. Dopo mezz’ora sono stufi ed è giusto così: a quel punto vanno a giocare e proseguiamo noi.
Le fotografie con voi genitori sono quelle che poi stampate davvero, molto più di quelle del bambino da solo. Lo dico perché ho notato che molte mamme, a dieci giorni dal parto, preferirebbero non comparire. Ti capisco. Ma esistono modi di fotografarti che raccontano il momento senza metterti in mostra, e tra qualche anno sarai contenta di esserci.
Se ci sono i nonni e passano di lì, li includiamo.
E se il bambino è già più grande?
Se hai superato le due settimane, o se scopri questa pagina a bambino di due mesi, non è un’occasione persa. Cambia il tipo di servizio.
Dopo il primo mese si lavora in stile lifestyle: niente pose raccolte, molto più racconto della vostra quotidianità. Il bambino sveglio, le braccia dei genitori, la luce della camera. Sono immagini diverse, meno da cartolina e più vere, e a molte famiglie piacciono di più.
Intorno ai tre mesi arriva il sorriso sociale, che è un altro momento che vale una sessione.
Cosa ricevi
Una galleria online con una selezione lavorata, in alta risoluzione, pronta da stampare, più i formati adatti da mandare ai parenti, che, lo so, li vogliono lo stesso giorno. Mando sempre due o tre anteprime in fretta proprio per quello.
Il numero di immagini dipende dal pacchetto e te lo confermo prima.
Molte famiglie abbinano gravidanza e newborn in un unico percorso. Ha senso: si decide una volta sola e il racconto risulta continuo, dall’attesa ai primi giorni.
Domande frequenti
Il bambino deve stare per forza nudo? No. Si può fotografare tutto con tutine e fasce morbide, se preferisci. Decidi tu.
Se piange tutto il tempo? Succede, e non è un problema: ci si ferma, mangia, si riparte. Il tempo è calcolato apposta.
Si può fare in ospedale? Non è il mio servizio abituale, ma se ne può parlare.
Quanto costa? Dipende dalla durata e da cosa vuoi ricevere. Scrivimi e ti mando un preventivo preciso.
In che zone lavori? Verona e provincia, tutta la sponda veronese del Lago di Garda e i comuni vicini.
